Chi vuol essere hip?

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Così, se per caso qualcuno è disperatamente bisognoso di dare una risposta all'annoso dibattito Punk o Pokemones, sarà bene che consulti Hipster Runoff, che sembra essere il nuovo fenomeno della rete. Dando ovviamente per assodato che ciò che dà vita ai titoli di testa del Village Voice è fenomenale. Carles, la figura che si suppone essere dietro al blog, viene definito una figura misteriosa e potenzialmente messianica la cui mistura di humor puerile, satira selvaggia, goffa naïveté e critica culturale profonda ha lasciato tutti quanti affascinati, terrorizzati e completamente confusi. Accidenti, Neanche Al Zawahiri aveva ricevuto una recensione così.

Leggendo qua e là ci sono alcune cose molto divertenti. Come un'analisi approfondita dei lifestyle brand (con il suo personalissimo decalogo) ed una accurata satira sui Tv On The Radio (soprattutto, per chi non ha voglia di leggersela tutta, il pezzo in cui sostiene che tra le ragioni per cui i TVOTR sono apprezzati non c'è da sottovalutare l'opportunità per i ragazzi bianchi di apprezzare musica fatta da ragazzi neri, soprattutto quando non suona come musica fatta da ragazzi neri ma siccome è fatta da ragazzi neri puoi ancora, tipo, sentire l'estetica autentica che solo artisti i cui progenitori (via Africa) possono generare.

Se proprio devo dirla tutta, anche i commenti non scherzano in quanto a surrealtà. E così hipsterrunoff ha conquistato il suo posto tra i bookmark gurus, di fianco a Rhodri. Il quale però si è dimostrato estremamente blasé come dimostra il nostro dialogo di stamattina:

Io: Rhodri, per caso conosci Hipsterrunoff.com? Se non lo conosci magari ti può interessare, è sardonico come te ma in modo più sgargiante, meno sottile e totalmente americano. Direi che lui è il Liberace del blogging mentre tu sei il Tony Bennett.

Rhodri: Intendi dire che io sono soave ma lui ha un candelabro sul piano?

Esatto.